1. La prima lezione di vita possono darcela i piccoli leoncini, si chiama "Sporcarsi il muso di sangue".

I piccoli leoncini imparano dai leoni più grandi, più esperti, e apprendono velocemente, ma non in teoria, in pratica.

Sanno molto bene che per imparare a cacciare bisogna sporcarsi il muso di sangue.

Noi invece, abbiamo paura di sporcarci le mani.

Ci sediamo al banco e guardiamo la "lepre" in piedi alla lavagna, che ci insegna a cacciare.

O, peggio ancora, ci chiudiamo in casa e impariamo da soli, e quando arriva il momento di andare a caccia, non solo non sappiamo come farlo, ma abbiamo addirittura paura dell'odore del sangue.

2. La seconda lezione di vita possiamo impararla dai pesci, si chiama "Andare controcorrente".

Andare controcorrente

Il pesce nuota sempre controcorrente e, contrariamente a quanto si pensa, è giusto così.

Lo fa non per complicarsi la vita, ma per attraversare più acqua.

In questo modo incontra nel flusso d'acqua più cibo e più ossigeno.

Così, la sua vita diventa molto più ricca.

Noi, a differenza dei pesci, cerchiamo sempre di seguire le correnti nel flusso stagnante, e di conseguenza, invece di 40 anni di esperienza di vita, ci guadagniamo un anno di esperienza 40 volte.

Non vogliamo allargare la zona di comfort, e poi ci chiediamo: perché la vita ci offre così poche opportunità?

Vogliamo vincere la lotteria della vita senza nemmeno comprare un biglietto (della lotteria). 🙂

3. La terza lezione di vita possiamo impararla dai picchi. Sì, dai picchi! Si chiama "Lezione di focalizzazione".

Lezione di focalizzazione

Il picchio è molto più intelligente di alcune persone. Sì, martella con il becco il tronco dell'albero, ma lo fa con grande successo.

È realistico, non cerca di spaccare l'albero a metà con un colpo solo, come molte persone vorrebbero fare, ed è focalizzato su un punto anziché battere l'albero da tutti i lati.

Si focalizza sullo stesso punto, avanzando lentamente verso il piccolo vermicello.

Noi invece, vogliamo un serpente, anziché un verme, e non vogliamo cercarlo in un albero denso, ma magari sotto le foglie cosparse sul terreno.

4. La quarta lezione di vita possiamo impararla dai cani. È una lezione relazionale e si chiama "Esprimere i sentimenti per primo".

Esprimere i sentimenti

Il cane non pensa: "prima mi porti a casa, mi lavi e mi dai da mangiare, e poi muovo la coda".

Il cane prima esprime i sentimenti e solo dopo ottiene in cambio ciò di cui ha bisogno.

Con tutto ciò, non ti chiede nulla, fa in modo che ti venga voglia di farlo spontaneamente.

5. La quinta lezione di vita può darcela il serpente, si chiama "Non lamentarsi".

Non lamentarsi

Il serpente non pensa: "non ho né braccia, né gambe, ho problemi di vista, sono nata in un paese sbagliato, nessuno mi ama, ai miei genitori non importa di me da quando sono nato...".

Il serpente si arrangia con quello che ha.

E noi, addirittura, abbiamo paura di questo "animale disabile". E quando non è contento, cambia semplicemente la pelle e va avanti senza rimpianti.

Tradotto da Tatiana Rozhko per Eccellente Donna

 

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