Il metodo per ottenere un corpo e una mente sani

Il Metodo WAL contribuisce al raggiungimento del benessere femminile (ma non solo) sia a livello fisico che psicologico, ve lo spieghiamo in 3 brevi punti.

Ma prima, che cosè il WAL? Il Metodo WAL è una disciplina medico-olistica fondata dalla Dr.ssa Anma Crespi qualche anno fa a Perugia, attualmente praticata presso il CTF Wellness di Assisi (cittadella del benessere all’avanguardia che offre tanti servizi per il benessere nonché sede dell’Associazione WAL) e unica disciplina iscritta all’ACSI —Associazione Centri Sportivi Italiani, a presentare l’esercizio cognitivo accanto a quello fisico.

L’ACSI pone il WAL nella categoria delle “Ginnastiche Dolci”, e infatti gli innumerevoli benefici di questo metodo derivano dal movimento semplice e dolce della camminata.

Walk and Learn sta per Cammina e Impara, due attività che procurano giovamenti insostituibili per l’organismo.

La camminata si svolge indoor sul tappeto in microfibra che stimola circolazione sanguigna, riflessologia plantare e accompagna la fluidità del movimento articolare. L’apprendimento avviene attraverso l’ascolto degli AudioWAL, documenti culturali mp3 udibili in cuffie wireless che trattano vari argomenti sempre interessanti. L’ascolto dell’AudioWAL allena memoria, concentrazione, apprendimento e capacità di linguaggio; funzioni cognitive legate alla plasticità neurale (capacità del cervello di autorigenerarsi nel tempo e principio di fondo del Walk and Learn).

Ascolto degli Audio e camminata avvengono all’unisono, aumentando così gli effetti benefici delle due attività.

Punto 1: WAL contro la Depressione, nemica del benessere femminile

In questo articolo abbiamo accennato ai benefici del Metodo WAL nel trattamento della depressione post menopausa e degli altri disturbi legati a questa fase. Posto che la depressione colpisce sia uomini che donne, è pur vero che i dati più recenti mostrano un numero maggiore di popolazione femminile afflitta da questo disagio.

Nel 2017 l’OMS ha dichiarato che la depressione è aumentata del 20% negli ultimi 10 anni, colpendo il 4,3% della popolazione mondiale. 6 milioni di persone ne soffrono in Italia. I dati rivelano anche che il 5.1% di chi soffre di depressione è costituito da donne, il 3.6% di uomini. Le ragioni per questa disparità di sesso? Tante e di varia natura —sociali, fisiologiche, storiche, un approfondimento che rimandiamo a questo interessante articolo del Journal of Psychiatry and Neuroscience.

Ciò che ci interessa qui illustrare, sono gli enormi benefici del camminare contro la depressione.

Camminare contro la depressione, lo studio

Uno studio realizzato dalla collaborazione internazionale fra Australia, Inghilterra e Norvegia e sponsorizzato dal Black Dog Institute (ente di Sydney per la salute senza scopo di lucro) ha mostrato come camminare una o due ore a settimana è utile a prevenire e trattare la depressione.

WAL

Precisamente, camminare può evitare 12 su 100 casi depressivi. Al contrario, i sedentari corrono il 44% di possibilità in più di cadere nel disagio psicologico.

La Norvegia, con il più alto registro per la salute in Europa, ha offerto “i campioni di studio”: 34.000 persone monitorate per 11 anni. I ricercatori hanno monitorato stile di vita, livello di umore e sintomi depressivi. Ebbene, il 12% dei casi depressivi avvenuti in età matura sarebbero stati evitabili se i partecipanti avessero camminato (avessero svolto del movimento anche leggero ma costante) un’ora a settimana.

Il Prof. Samuel Harvey, in carica sia al Black Dog Institute che all’Università del Nuovo Galles del Sud, ha dichiarato: “E’ da un po’ che sappiamo che l’attività fisica gioca un ruolo nel trattare i sintomi della depressione, ma questa è la prima volta che siamo arrivati a quantificare il potenziale nella prevenzione dell’esercizio fisico in termini di ridurre i futuri sintomi. Sono risultati stimolanti in quanto mostrano quanto relativamente ridotti esercizi – a cominciare da un’ora alla settimana – possono generare una significativa protezione contro la depressione”.

“Con lo stile di vita sedentario che è sempre di più la norma in tutto il mondo e con le percentuali di depressione in crescita, i risultati della nostra ricerca risultano quanto mai pertinenti in quanto sottolineano che anche piccoli cambiamenti nel proprio stile di vita possono produrre significativi benefici nella salute mentale».

Punto 2: Benessere femminile, camminare riduce la cellulite!

Pelle a buccia d’arancia, liposclerosi, pelle a trapunta —questi e altri i nomi per indicare ciò che l’International Journal of Cosmetic Science (2006) ha definito come caratteristica femminile, e soprattutto condizione normale di molte donne: la cellulite!

Il termine cellulite è stato inventato in Francia, nel 1922 da Alquier e Paviot. Nonostante la scienza la definisca una condizione normale, bisogna ammettere che la cellulite rappresenta un inestetismo e un motivo di insicurezza per molte donne, un ostacolo divenendo così un ostacolo al benessere femminile.

Camminare aiuta però a ridurla incredibilmente. Esatto, camminare, non correre! La corsa implica l’impatto violento dell’arto sul terreno, procurando delle microlacerazioni alle membrane e alle cellule adipose.

Inoltre, l’esercizio fisico intenso e stressante per l’organismo produce acido lattico, alleato della cellulite in quanto tossina muscolare che ha effetti negativi sulla circolazione e l’ossigenazione dei tessuti.

Circolazione sanguigna e ossigenazione muscolare oltre che essere alla base della lotta contro la cellulite, sono fra gli elementi più salutari apportati dalla camminata.

Riassumendo: camminare è un’attività facile, economica, senza rischi per l’organismo (al contrario della corsa che può arrecare danni alle articolazioni e alla colonna vertebrale) che stimola la buona circolazione sanguigna – come spieghiamo qui -, tonifica e ossigena i muscoli e combatte l’insorgere della cellulite! Provate sulla vostra pelle, iniziate con 40 minuti di camminata al giorno e osservate i cambiamenti del vostro corpo dopo un mese. Se poi unite la camminata allo stretching (parte dell’allenamento WAL) i benefici per il benessere femminile saranno ancora più intensi.

Punto 3: Prevenire il Tumore al Seno

L’European Breast Cancer Conference del 2014 ha dichiarato che l’attività fisica svolta con costanza riduce il rischio di ammalarsi di Tumore al Seno del 12%. A beneficiare del movimento in questo senso sono donne a tutte le età e di qualsiasi peso corporeo. Per arrivare a questi risultati, il team del Prof. Mathieu Boniol dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Prevenzione di Lione (Francia) ha eseguito una meta-ricerca, analizzando 37 studi clinici compiuti negli ultimi 27 anni sulla relazione fra tumore al seno ed esercizio fisico, per un totale di 4 milioni di donne analizzate.

Daniela Lucini, Prof.ssa associata dell’Università di Milano e responsabile dell’Unità di Medicina dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, spiega l’efficacia del movimento contro il tumore al seno così: “E’ ormai dimostrato che correggere alcuni aspetti dello stile di vita (attività fisica, alimentazione, fumo e stress) ha una funzione preventiva nei confronti dei tumori in generale e, in particolare, dei tumori di seno e colon”.

“L’attività fisica aiuta a modulare il sistema immunitario da cui dipende, a sua volta, la modulazione della malattia oncologica. Aiuta a controllare il peso corporeo, che ha una relazione strettissima con il rischio di tumore. Influenza aspetti del metabolismo legati ai meccanismi di insulinoresistenza. Inoltre, esistono benefici sulla modulazione del sistema nervoso autonomo, più spesso correlata con le malattie cardiovascolari, ma che ha anche importanti correlazioni con il controllo immunologico”.

Non è mai troppo tardi

I dati importanti rilevati dalla ricerca di Boniol mostrano che per godere dei giovamenti dell’attività fisica non è mai troppo tardi. Non importa quanti anni hai o quanto pesi, il benessere femminile è sempre raggiungibile qualunque sia la tua condizione di partenza.

Rispetto alla sedentarietà dilagante nella società italiana, Lucini risponde: “Si fa fatica. Cambiare stile di vita è più impegnativo di prendere una pillola, significa assumersi una responsabilità. Se si sta bene, si tende a sottovalutare il beneficio della prevenzione e il piacere legato allo sport, che fa star meglio anche chi non è malato. I medici, infine, spesso non se ne occupano o lo fanno con superficialità”.

Il Metodo WAL per il benessere femminile

Depressione, cellulite, tumore al seno: queste ed altre le patologie prevenute e trattate dalla camminata

WAL. Aggiungi i benefici dell’esercizio cognitivo a quelli fisici e noterai come il tuo benessere psicofisico ne risulterà visibilmente migliorato. Come dice la Prof. Lucini, “non è mai troppo tardi per cominciare a muoversi”.

 

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