Continuiamo a parlare di idealizzazione dei genitori e del nostro rapporto con loro.

L'idealizzazione della figura materna l'abbiamo descritta QUI >>

Oggi parliamo di idealizzazione del padre e cerchiamo di capire perché siamo infelici.

Dal padre, "pretendiamo" prima di tutto, lo sviluppo sociale e il ruolo di protettore della famiglia da ogni circostanza negativa.

Il padre deve essere una persona di successo, un buon procacciatore: saggio, riservato, tranquillo e sicuro di sé. Altrimenti, da chi dobbiamo prendere esempio?! Chi ci creerà una base economica, senza la quale sarà estremamente difficile costruire la nostra vita?!

Il padre deve prendersi cura della famiglia, e mai, in nessun caso offendere. È così grande e forte! E i figli e la mamma sono così fragili, indifesi e vulnerabili.

Per padre deve essere inaccettabile l'idea di punizione fisica nei confronti dei figli e di violenza nei confronti della mamma e degli animali. Mai.

Il padre deve essere gentile, premuroso e paziente. Non deve alzare la voce o insultare commentando le nostre azioni improprie. Gli uomini, per natura, sono più rigidi e pungenti nelle loro valutazioni. Questo è giustificato dal loro ruolo biologico e sociale nel mondo esterno, ma nel rapporto con i figli e con la moglie la loro durezza può ferire.

Il padre non deve avere dipendenze, perché gli uomini affrontano le dipendenze in modo distruttivo. Come può un uomo forte dipendere dalla birra, dal tabacco o dai giochi d'azzardo?!

Il padre deve essere creativo e far divertire tutta la famiglia.

Il padre deve essere sempre felice di vedere i figli, nonostante tutti i problemi nel mondo esterno.

Il padre, pur avendo la forza fisica e il vigore morale deve saper dimostrare l'affetto verso i propri figli. L'affetto di un padre è un supporto e da fiducia nel futuro.

Il padre deve essere un protettore, indipendentemente dalle circostanze; abbiamo bisogno di sentirci protetti come se fossimo dietro a una montagna.

Dal padre ci aspettiamo che ci insegnerà a pescare, ad accendere il fuoco, a sparare al poligono, a giocare a scacchi, a calcio, a badminton...

Crediamo che qualsiasi cosa si rompa il papa saprà sicuramente aggiustarla.

Il padre deve amare la mamma e devono vivere insieme per tutta la vita…

In adolescenza, crediamo che i genitori sbaglino.

E solo l'accettazione della varietà dei motivi, e la consapevolezza del fatto che siamo tutti diversi, che possiamo non corrispondere a "un ideale", ci aiuta ad amare i genitori per quello che sono

Sprechiamo anni, privando noi stessi delle relazioni con i genitori, immaginandoci come potrebbero essere i nostri rapporti, portando dentro a lungo, un risentimento come un osso in gola.

È triste, quando la consapevolezza arriva solo nel momento in cui vai al funerale dei genitori.

È doppiamente triste, quando questa lotta interiore con i genitori continua anche dopo la loro morte.

I genitori ci hanno dato la vita! È un dono inestimabile. Non bisogna mai dimenticarlo.

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