Viviamo in un mondo di desideri e obiettivi realizzati. Eppure, non sempre ci rendiamo conto che i nostri veri desideri sono completamente diversi da quelli che esprimiamo. 😉

OBIETTIVO BEN FORMULATO

Fai attenzione a ciò che desideri: potrebbe realizzarsi!

Probabilmente stai pensando:

“Di certo non ho mai espresso il desiderio di essere nullafacente, grassa o sola”. 

Invece, l’hai fatto. 😎

Il problema si nasconde nell’assenza di connessione tra la neocorteccia (conscio) e il sistema limbico (inconscio): la neocorteccia pensa ai propri obiettivi mentre l’inconscio continua a girare ripetutamente il proprio desiderio.

Immagina che i tuoi desideri consci siano dei punti sulla mappa, mentre il tuo inconscio sia un’automobile guidata dal pilota automatico.

Arriverà la tua auto alla destinazione o meno, tutto dipende dalla tua capacità di individuare il percorso, di togliere il pilota automatico e iniziare a sterzare.

☝ Impostare correttamente un obiettivo significa dare un comando corretto al subconscio. Anche gli strumenti più sofisticati del raggiungimento degli obiettivi sono privi di significato se al subconscio viene dato un comando sbagliato. E dipende proprio da quest’abilità se riuscirai a raggiungere l’obiettivo o meno.

Se non hai quest’abilità, preparati al sabotaggio interiore e alla disobbedienza sotto forma di procrastinazione, oppure il tuo obiettivo si realizzerà ma non come desideri.

Qual è il comando corretto?

Che cosa significa “definire correttamente un obiettivo”?

Lo capirai adesso, grazie all’analisi della tecnica OBIETTIVO BEN FORMULATO (di seguito abbreviato – OBF), e non commetterai più gli errori del passato. 😎

Questa tecnica di PNL mira a:

a) Eliminare tutti gli scenari indesiderati di realizzazione del tuo obiettivo.

Quali sono questi scenari indesiderati? Beh, ad esempio, quando definisci l’obiettivo di raddoppiare i guadagni e lo ottieni tramite l’inflazione. 😉

b) Realizzare l’obiettivo nel modo più accurato, rapido e semplice.

Non ci saranno più pigrizia, procrastinazione e frustrazione permanenti.

Idealmente, questa tecnica dovrebbe essere incorporata nella tua mentalità, in modo che qualsiasi obiettivo venga automaticamente formulato secondo la tecnica OBF. Cominciamo!

Come impostare correttamente gli obiettivi con la tecnica OBF

Le persone di successo fanno accadere le cose, mentre ai perdenti le cose accadono

1. Il tuo obiettivo deve essere espresso in positivo

La spina dorsale di tutte le basi: non devi mai formulare ciò di cui vuoi liberarti! Gli obiettivi devono essere formulati solo in modo positivo.

Non devono esserci parole come: smettere, rifiutare, abbandonare, evitare, lasciare, sbarazzarsi. E, ovviamente, deve essere affermativo, cioè, non deve esserci la particella “non”.

Il fatto è che il nostro sistema limbico non comprende parole, ma solo simboli e stati d’animo: immagini, suoni, odori, sensazioni, emozioni.

Il cervello non ha simboli per definire “evitamento” o “negazione”.

Invece per ciò che vuoi evitare, il simbolo ce l’ha sicuramente. È proprio questo simbolo apparirà nel tuo subconscio, programmandolo per la realizzazione. Vuoi che te lo dimostri?

Prova adesso a:

●    non immaginare un cane;

●    non pensare a un elefante;

●    dimenticare i dolci.

Sei riuscita? Non credo. 😉

Questo perché il nostro cervello riesce a non immaginare ciò viene detto in un solo caso: se non sa cosa sia e che aspetto abbia.

Come farlo correttamente

Dichiara ciò a cui aspiri, non ciò che eviti.

Ad esempio: pagare il prestito, diventare snella e in forma, condurre uno stile di vita sano, eccetera.

2. Il raggiungimento del tuo obiettivo deve sempre dipendere da te

Tu sei la causa, non l’effetto. Questo, tra l’altro, spesso distingue le persone di successo dai perdenti: le persone di successo fanno accadere le cose, mentre ai perdenti le cose accadono.

Perché è così? Perché far dipendere il proprio obiettivo dagli altri è quantomeno irragionevole. 😉

Dichiarare “voglio che il capo mi aumenti lo stipendio” o “che Pietro si innamori di me” mette il “pannello di controllo” nelle mani dell’altro. La cosa paradossale è che “queste mani” a volte non sanno nemmeno che qualcosa dipende da loro.

Questo riguarda anche la frase “vorrei che” col riferimento agli altri: “Vorrei che mio figlio studiasse bene”, “Vorrei essere perdonato”, “Vorrei che mio marito mi ammirasse” e simili.

Tutti questi obiettivi sono al di fuori del tuo controllo. Ciò significa che potresti non ricevere mai un riscontro dal mondo, o riceverlo, ma non come te lo immagini.

Come farlo correttamente

Formula la domanda in questo modo: cosa posso fare/chi posso diventare per rendere possibile ciò che voglio?

Ad esempio: voglio diventare attraente per il sesso opposto; voglio diventare l’art director di questa o quella società; voglio diventare una madre buona e premurosa, eccetera.

3. Devi valutare il tuo obiettivo sensorialmente

Va bene desiderare qualcosa. Ma è essenziale capire cosa vuoi percepire, vedere e sentire quando ciò si realizzerà.

Il cervello ha bisogno di un’immagine chiara, e non solo visiva o sensoriale, ma anche emotiva.

L’obiettivo deve avere degli indicatori in base ai quali diventerà chiaro che è stato raggiunto da te e, cosa più importante, ti rende felice.

Se non lo farai, potresti non ottenere ciò che vuoi o, dopo averlo ottenuto, rimanere delusa dal risultato, sentirti ingannata. Sai, quando tutto sembra andare come si deve, eppure, qualcosa non va.

Ad esempio, ti sposi, ma per qualche motivo non ti senti felice.

Ottieni una promozione così desiderata, però gli svantaggi della posizione superano significativamente i vantaggi.

Guadagni la somma che desideravi, ma non ti basta più.

Ti trasferisci nel paese dei tuoi sogni, invece la realtà si rivela molto più prosaica e problematica di quanto pensassi.

Come farlo correttamente

Se vuoi essere una persona felice, prima devi capire cosa significa “essere felici” in base ai criteri misurabili.

Ad esempio:

Quando diventerò un dirigente

1.    proverò orgoglio, entusiasmo e ispirazione al lavoro

2.    toccherò la morbida poltrona in pelle e la superficie liscia della scrivania

3.    ascolterò le telefonate e le voci dei dipendenti che si consultano con me

4.    starò in un ufficio spazioso e luminoso davanti a un PC

5.    firmerò documenti e terrò incontri con dipendenti e partner.

4. Considera il contesto di realizzazione dell’obiettivo

L’obiettivo deve essere sempre limitato:

  • nel tempo
  • nello spazio

La cosa più importante per un obiettivo è il momento giusto.

In altre parole, l’obiettivo ha una data di scadenza.

Se fra un anno quest’obiettivo ti porterà tutti i possibili benefici emotivi, tra 5 anni potrebbe semplicemente non essere (e molto probabilmente non sarà) attuale. Pertanto, bisogna fissare gli obiettivi in base alla loro data di scadenza.

Lo stesso vale per il luogo in cui si realizza.

Supponiamo che tu abbia l’obiettivo di guadagnare 2000 euro al mese. Ipotizziamo che in questo momento sia una somma consistente per te. Ma in un posto completamente diverso (ad esempio, a New York o Monaco) e in un altro momento (quando cambia la moneta), non saranno affatto i 2000 euro che ti aspettavi. Così, potrebbero non essere sufficienti per te nemmeno per quello che hai adesso.

Come farlo correttamente

È necessario definire con dei precisi limiti temporali e spaziali, inquadrare l’obiettivo in un contesto in cui la sua realizzazione è più desiderata.

Ad esempio: voglio guadagnare 2000 euro al mese già fra anno, vivendo a Napoli.

5. Il tuo obiettivo deve essere ecologico

Siamo tutti legati ai sistemi. Sono famiglia, lavoro, cerchia di amici e conoscenti, campo di attività, città, paese.

Ogni sistema ha i propri obiettivi, lo scopo dei quali principalmente è continuare a funzionare. I sistemi hanno dei modi molto più ampi per raggiungere quest’obiettivo rispetto a una singola persona.

L’ecologia dell’obiettivo è “arrampicarsi sull’albero e non graffiarsi”. Di solito, ti “graffiano” proprio i sistemi di cui fai parte.

Siccome i tuoi nuovi obiettivi non rientrano in questo sistema, esso cercherà di importi gli obiettivi che gli sono utili o lasciarti fuori.

Si chiama “periodo di turbolenza”, durante il quale il vecchio sistema inizia a spingere fuori un anello di collegamento scomodo.

I parenti non capiscono e dissuadono, i colleghi evitano, il lavoro va male, c’è chi, addirittura, si ammala.

Qui ci sono due modi per uscire:

1. Passare a un sistema diverso e più adatto a te, che corrisponda ai tuoi obiettivi.

2. Un graduale “adattamento” del sistema esistente attraverso la flessibilità e dei cambiamenti lenti ma costanti.

La prima opzione è moto chiara: bruciare i ponti e immergersi in una cosa nuova. Trovare un nuovo lavoro, cambiare la cerchia sociale, cambiare casa, città, paese.

A volte questa è l’unica misura possibile, anche se difficile, per difendere il proprio diritto allo sviluppo e alla scelta.

Ma siccome pochi di noi vogliono interrompere drasticamente la connessione con i nostri sistemi preferiti, per la maggior parte è ottimale la seconda opzione: modificare il sistema stesso.

Per far ciò, devi convincere tutti i partecipanti che il raggiungimento dei tuoi obiettivi porterà al raggiungimento dei loro obiettivi. Cercare di fare capire che i tuoi obiettivi, anche se sono diversi, non contraddicono il sistema attuale, o addirittura lo avvantaggiano.

Questo è simile all’approccio dei candidati alla presidenza: “Voglio diventare presidente, ma solo per darvi ciò che volete”. 😉

Pertanto, è molto importante adeguarsi e creare un rapporto con il sistema o i sistemi in cui desideri rimanere e che potrebbero persino diventare i tuoi alleati (o almeno non interferire).

Ecco alcuni punti importanti da considerare quando imposti un obiettivo:

●    Chi può essere contro e perché;

●    Chi può influenzare la realizzazione del tuo obiettivo e in che modo esattamente;

●    Come questo tuo obiettivo può essere utile per i sistemi in cui ti trovi;

●    Il supporto di quali sistemi puoi perdere se raggiungi il tuo obiettivo;

●    Il supporto di quali sistemi puoi ottenere se raggiungi l’obiettivo.

Risorse necessarie

È tutto semplice: per ottenere qualcosa, devi dare qualcosa in cambio. Più soddisfazione ti promette il tuo obiettivo una volta realizzato, più risorse verranno spese per la sua realizzazione.

Pertanto, bisogna calcolare molto bene il tipo e la quantità di risorse necessarie per il raggiungimento del tuo obiettivo.

Esistono 5 tipi di risorse: Denaro, Tempo, Informazioni, Contatti, Abilità.

Dopo aver analizzato le risorse necessarie che sono già disponibili, vedrai la realtà così com’è.

Ti renderai conto di quanto sei vicino o lontano da ciò che desideri. A volte fa riflettere, a volte ispira, ma questo è l’elenco degli ingredienti senza i quali non puoi “preparare la minestra”.

Devi calcolare:

●    Quanti soldi ti servono?

●    Quanto tempo ci vorrà per arrivare al risultato?

●    Cosa devi sapere?

●    Come costruire le giuste conoscenze?

●    Cosa devi poter fare?

●    Cosa puoi fare se manca qualcosa?

Il primo passo verso l’obiettivo

Il primo passo è molto simbolico, perché ne seguono tutti gli altri. Allora, rendilo semplice e chiaro, per stimolare l’appetito per i risultati, e non immergerti in un altro rinvio “a domani”. Devi iniziare subito.

Il potere di piccole e semplici azioni che conducono all’obiettivo porta alla regolarità di queste azioni, e la regolarità è la principale garanzia della futura realizzazione di ciò che desideri.

Perché è così? Perché solo senza paura di fallire e di affrontare difficoltà insormontabili il tuo cervello si metterà al lavoro volentieri. E dopo aver iniziato, può fare molto di più nel flusso di attività di quanto inizialmente gli era stato assegnato.

Se deciderai di fare tutto alla perfezione, di iniziare “da lunedì una nuova vita”, rischi di ritrovarti tra un anno a rinviare a domani le stesse promesse. 😉

Definisci per te:

●    Che cosa puoi fare già adesso, oggi, domani?

●    Che cosa avvierà questo meccanismo?

●    Da dove ti piacerebbe iniziare, cosa risveglierà la tua voglia di avere di più?

C’è un’ipotesi secondo cui se scrivi il tuo obiettivo, si trasforma in un’intenzione e sicuramente si realizzerà.

Se ti va, scrivi nei commenti il tuo obiettivo che vuoi realizzare con questa tecnica: sarà “utile” per te e per gli altri. 😉

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