“AMO UN UOMO SPOSATO…” PARTE 1 – LA RESPONSABILITÀ DELL’UOMO

Molti hanno sentito parlare del complesso di Edipo. Quando il bambino - in un determinato periodo del proprio sviluppo - comincia a percepire il padre come un rivale. Vuole che la mamma diventi solo sua. E, in un certo senso, combatte con il padre. Per la madre come Donna.

Ma poche persone sanno che le femminucce subiscano nella vita un simile passaggio.

Quando la bambina vuole che il padre appartenga solo a lei, e percepisca la madre come una nemica, una rivale.

E, qui, in effetti, la futura felicità della bambina dipende da come attraverserà questa fase.

Se riuscirà a "sconfiggere" la madre nella lotta per il padre, la felicità non la raggiungerà mai.

Perché nell'anima e nel cuore la madre rimarrà per sempre la sua nemica e rivale. Una rivale sconfitta. (Ma, l'affetto per la famiglia e la capacità di mantenere i rapporti per lungo tempo sono quasi sempre attribuiti alla madre e al rapporto di fiducia con lei).

E insieme alla gioia della vittoria - la bambina cresciuta - sarà per sempre tormentata dalla vergogna, dai sensi di colpa, dal dolore e dalla paura...

La vergogna e il senso di colpa nei confronti della propria madre. E il dolore e la paura per la perdita dei rapporti con lei. La persona più cara, più intima, più vicina. Soprattutto per una femminuccia...

Esiste una legge in natura in cui io credo:

La vita ci dona più emozioni di quante ne abbiamo già dentro.

- Credo che tu abbia scelto l'uomo sposato, perché questa situazione ti dà la possibilità di percepire e comprendere queste emozioni. Hai parlato di colpa, paura, vergogna?

- Sì...

- Ecco, devi capire che questi stati emotivi non si sono generati all'improvviso, adesso che vivi questa situazione. Si sono sviluppati prima, erano già presenti dentro di te nel momento in cui hai scelto di frequentare l'uomo sposato. E questa situazione ti ha aiutato a riconoscerli. Probabilmente, hai inconsciamente creato o attirato questa situazione...

- Sì... - ... i Miei genitori si sono separati quando avevo 5 anni. Papà mi ha sempre amato. E, io sento che lui abbia scelto me. NON la mamma. E con lei ho sempre avuto un rapporto molto complicato.

- ... Tu, inconsciamente percepisci la mamma come una nemica, come una rivale. Una rivale sconfitta.

In effetti, nella tua realtà interiore, nel tuo cuore e nell'anima hai preso il posto di tua madre. La gerarchia è completamente squilibrata.

E nei confronti di tua madre, ti sei posta NON come una figlia... ma come una rivale. E questo genera conseguenze.

Come minimo, la colpa, la paura e la vergogna che provi nei suoi confronti.

E poi, la perdita del rapporto con la mamma, difatti, c'è un muro tra voi. E, quindi, tra te e la tua vita familiare da adulta.

Perché la "mamma", come ho già detto più volte è un pilastro delle relazioni familiari...

- Che cosa devo fare??!

- Ristabilire la corretta gerarchia familiare nel cuore e nell'anima. Già da adesso.

Nei migliore dei modi avrebbe dovuto farlo tuo padre. Trasmettere a te già da bambina:

"Sei mia figlia. La mia e di mamma. Non sei mia amica né compagna. Ho già UNA donna. È tua madre".

Devi "perdere" nella competizione con la mamma.

Perdere, superare il dolore e accettare questa sconfitta.

E se questo non è successo nell'adolescenza dovrai farlo adesso...

Bisogna ristabilire la corretta gerarchia e rivivere ogni emozione legata a questa situazione.

Eccellente Donna

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