Non si tratta di una tecnica di meditazione. (Anche se apparentemente assomiglia un po’).

Un aspetto fondamentale che distingue questo percorso dalla meditazione è il ruolo principale della coscienza. (Nella meditazione, come noto, si tende a calmare la coscienza, per cedere il posto al subconscio).

La protagonista di questo percorso mirato è l’immaginazione.

E anche se non ricordi più l’ultima volta che hai dato libero sfogo alla tua immaginazione, questa potente forza – la base delle tue capacità creative naturali – è sempre con te.

La sintesi del percorso

Nota bene! Questa sintesi è uno scenario: è ciò che tu dovrai simulare nella tua mente.

Sei tu, che devi creare coscientemente ogni immagine.

Leggi lo scenario di seguito, memorizzalo sinteticamente, e procedi.

L’approccio è lo stesso di un regista: devi animare le circostanze proposte e interpretare il tuo ruolo. Punto. Il gioco è fatto.

L’improvvisazione è benvenuta, l’importante è non cambiare lo scenario.

●    Mettiti in una posizione comoda (la posizione semisdraiata è quella migliore).

●    Allenta la cintura, i bottoni e altri nodi sull’abbigliamento che limitano una libera respirazione.

●    Chiudi gli occhi.

●    Fai 5-7 lunghi respiri (inspiro lento e profondo ed espiro libero e rilassante).

●    Dici mentalmente: “Tutti i miei muscoli si stanno rilassando gradualmente”

●    Afferma questo ordine mentale con altri 3 profondi respiri e ripeti l’ordine: “Tutti i miei muscoli si stanno rilassando gradualmente”

●    E mentre i muscoli cominciano a rilassarsi, inizia a immaginare.

●    Immagina un campo di grano: è molto esteso, non si vede il confine, ovunque guardi, c’è solo il campo di grano.

●    Il campo attraversa una strada a senso unico.

●    Tu stai su questa strada in mezzo al campo ad aspettare un autobus.

●    L’autobus arriva, si ferma, e si apre la porta anteriore.

●    Sali, vedi che c’è gente, ma l’autobus non è affollato.

●    Ti dirigi in fondo, e ti siedi su uno dei posti liberi – in modo da poter vedere tutti i passeggeri.

●    L’autobus continua la corsa. Si muove in modo fluido, l’ondeggiamento è uniforme e molto piacevole. Tutto intorno a te genera uno stato d’animo di pace e di tranquillità.

●    Guardi fuori dalla finestra, ammiri la bellezza del campo: il vento increspa la superficie del campo trasformandolo in un mare d’oro…

●    Poi, togli gli occhi dalla strada spostando lo sguardo verso l’abitacolo dell’autobus.

●    Guardi i passeggeri, e, anche se vedi solo le schiene – perché sei seduto in fondo – riconosci tutti.

●    Poi, ti alzi e ti dirigi verso il conducente.

●    Raggiungi il conducente, ti giri, ed ecco, stai faccia a faccia con i passeggeri dell’autobus.

●    Conosci tutti, ogni persona.

●    Li guardi insieme, e ciascuno singolarmente.

●    E, soprattutto, noti come tutti siano sinceramente contenti di vederti.

●    L’autobus si ferma.

●    Una persona si alza e si dirige verso l’uscita.

●    Si ferma prima di scendere dall’autobus, ti guarda, sorride e dice qualcosa. Qualcosa di breve e positivo.

●    E, tu, le rispondi: “Anch’io ti auguro ogni bene. Grazie mille. Addio”.

●    La persona scende. Le porte alle sue spalle si chiudono e l’autobus riparte.

●    In questo modo nella tua mente devi far scendere dall’autobus, uno ad uno, tutti i passeggeri.

●    Devi guardarli negli occhi, ringraziarli e dirgli addio.

●    Dicendo addio, devi intendere che: non stai dicendo addio alla persona, ma alla spiacevole situazione che avete vissuto insieme con questa persona.

●    Quando sta per scendere una persona/delle persone, che non te la senti ancora di ringraziare sinceramente, le dici più o meno questo: “Non capisco ancora perché è accaduto tutto questo tra di noi, ma so che arriverà il momento e lo capirò sicuramente. Abbiamo vissuto questa esperienza insieme, e per questo ti ringrazio”.

●    Quando scendono tutti i passeggeri, ringrazia l’autista e chiedigli di farti scendere alla fermata più vicina, nel presente.

●    Immagina che l’autobus si fermi proprio davanti alla tua casa.

●    Immagina una persona cara che ti viene incontro.

●    Dille: “L’ho fatto. Mi sono liberato dal peso del passato. Adesso posso andare avanti”.

●    Dopodiché cerca di non aprire subito gli occhi. Ascolta te stesso, cerca di capire cosa provi.

●    Non cercare di analizzare qualcosa, concentrati esclusivamente sulle tue emozioni.

●    Se ciò che provi è il vuoto, allora: ci sei riuscito.

●    Se senti l’espansione emotiva, allora è un valido motivo per essere orgoglioso di te stesso: non solo hai lasciato cadere le catene, sei riuscito a distruggerle completamente senza che ne rimanga una traccia.

Chiunque è in grado a fare questo percorso mirato.

Tuttavia, non tutti trovano il coraggio di farlo.

Prendere l’autobus e liberarsi dal peso del passato o lasciare tutto senza cambiare nulla è una scelta libera di ciascuno di noi.

Questa scelta NON viene fatta perché “piace” vivere nel rancore, purtroppo, c’è sempre un motivo.

La decisione di fare un simile percorso, mirato a liberarsi dal peso del passato, si prende senza alcuna difficoltà quando arriva la consapevolezza:

Si tratta della mia vita.

Vivere nel rancore è un discorso. E, vivere senza rancore è un altro.

Ce bisogno dire che la libertà offra molte più possibilità dell’insoddisfazione?

Eccellente Donna

 

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Esercizio per liberarsi dal peso del passato
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Vivere nel rancore è un discorso. E, vivere senza rancore è un altro. Ce bisogno dire che la libertà offra molte più possibilità dell'insoddisfazione?
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