Le difficoltà della vita non sono ancora problemi.

Trasformare i problemi in compiti

La mancanza di soldi è un problema o un compito per te?

Una malattia rappresenta un compito da risolvere o un problema di cui preoccuparsi?

Quale università scegliere, lo vedi come un problema o come un compito di raccogliere informazioni, valutare e fare la scelta migliore?

Un problema e un compito sono due modi diversi di vedere la stessa difficoltà della vita.

“Non so dove andare…” è un problema. “Devo capire da che parte muovermi!” è un compito.

La parola “problema” è solo un modello abituale negativo della visione della realtà. Spesso questa parola viene inconsciamente usata anche da persone con un modo di pensare positivo.

Le persone che si rivolgono a me di solito vengono con dei problemi. Lo scopo di un coach competente è far passare il cliente dalla posizione della vittima alla posizione dell’artefice e trasformare il problema in compito >> 

La maggior parte delle persone crea problemi dalle difficoltà. Eppure, il problema creato può essere riformulato. Un problema può essere trasformato in compito, riformulato in obiettivo da raggiungere.

La difficoltà in questo caso non scompare, ma una volta riformulato ci si può lavorare in modo più efficace. Diventa costruttivo.

Trasformare i problemi in compiti è possibile, ma non è un lavoro facile per tutti. Per una persona in salute, intelligente e attiva, è una cosa facile, ma se una persona sta male davvero, questo passaggio a volte si rivela difficile.

Scrivere a mano molto probabilmente, non è un problema per te, ma per una persona con il braccio rotto è un qualcosa di più difficile.

Se una persona è in uno stato di sofferenza, ha un grande dolore emotivo, o se l’abitudine di preoccuparsi si è radicata, supportata da benefici interiori, allora, all’inizio potrebbe essere necessario lavorare con le sue emozioni e lo stato interiore, e successivamente, aiutarla a passare da posizione della vittima a quella dell’artefice >>

Quando siamo in uno stato attivo e positivo, la trasformazione di un problema in compito avviene istantaneamente, facilmente, in un solo passo: si è rotta la macchina → chiamo un’autofficina.

In situazioni più complesse, è meglio suddividere questa trasformazione in più fasi, utilizzando un algoritmo specifico.

Lo schema generale di come lavorare con i problemi, di come trasformarli in qualcosa di positivo ed efficace è il seguente:

1. Riconoscere il problema. È già un passo: riconosci qualcosa come un tuo problema. Se, ad esempio, fumi, ma non ritieni che sia un problema, è un peccato. È meglio considerarlo un problema.

2. Formulazione negativa del problema. Se hai qualcosa che definisci un problema, devi riformularlo in modo da sbarazzartene.

Sì, è una formulazione giusta, ma è almeno semplice: “Sono pigro” → “Voglio liberarmi della pigrizia”. “Ho difficoltà a smettere di fumare” → “Voglio smettere di fumare”, “Sono grasso → Voglio perdere peso”.

Sì, per ora, la formulazione non è ancora propositiva, ma è fantastico che tu voglia fare qualcosa al riguardo! Scopri di più >>

3. Formulare un obiettivo efficace. Un obiettivo efficace è un compito formulato positivamente e specificamente. È una formulazione affermativa, non negativa. Qui definisci già il risultato che vuoi ottenere, e non quello che non vuoi.

“Il mio obiettivo è passare a uno stile di vita sano: seguire un’alimentazione corretta, fare attività fisica e andare a dormire presto”

4. Cercare percorso e soluzioni. Quando il compito è chiaro, devi iniziare a fare qualcosa. Cosa?

Se il compito è facilmente risolvibile – devi cercare le soluzioni. Se il compito può essere risolto solo gradualmente, passo dopo passo, allora, hai bisogno di una visione del percorso verso la soluzione, almeno un semplice piano d’azione.

Se non hai un’idea chiara di cosa fare, chiedi consiglio a persone competenti, schiarisci le idee, cerca le informazioni nella direzione scelta.

Per i compiti grandi (globali) – crea un piano a lungo termine per raggiungere l’obiettivo >>

5. Il primo passo, l’azione concreta. È indispensabile. Se non hai fatto nulla entro 24 ore dal momento che hai preso una decisione, toglitelo dalla testa, non hai un’intenzione seria di farlo, è solo un sogno, un’illusione.

Se sei una persona seria, fai almeno un passo piccolo, ma concreto. Alzati, infili le scarpe da ginnastica, esci di casa e vai a fare una corsa al parco. Anche breve. IMPORTANTE che dalle parole e riflessioni, sei passato alle azioni. È giusto così!

Ah, già!! Ricorda che sempre più persone scelgono di non risolvere i propri problemi, ma di compiangersi e lamentarsi della vita. È una scelta, e, a volte, una cattiva abitudine.

Anche dopo aver letto quest’articolo e (apparentemente) d’accordo con ciò che vi è scritto, le persone continuano a lamentarsi. 😉

Se è il tuo caso, devi liberarti di quest’abitudine e imparare di nuovo. IL POTERE DELL’INTENZIONE IN PRATICA è un’ottima soluzione, in un gruppo di persone motivate arriverai al risultato molto più velocemente. Unisciti a noi! Prenota una lezione gratuita.

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Life coach Dott.ssa Svetlana Rechkova


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