Gli psicologi sostengono che a perdere peso riescano più facilmente le persone nella vita delle quali avviene qualche grande cambiamento. Ad esempio, quando ottengono la laurea, un importante posto di lavoro o si sposano.

I chili di troppo se ne vanno anche dopo un forte stress: licenziamento, divorzio, morte di persone care, eccetera. Vivendo dei grandi cambiamenti, siamo predisposti ad accettare, al livello inconscio, che non esista nulla di permanente, quindi, nemmeno essere grassi per tutta la vita.

Ma, questo non significa che dobbiamo “attirare” tutti i tipi di cambiamento, piacevoli o spiacevoli. Possiamo provare a dimagrire con l’aiuto di livelli logici di Robert Dilts.

Dunque, l’identità personale: “Io cambio e divento snella”. La convinzione: “Un fisico snello è bello”. Le abilità: “Posso limitare i dolci e riuscire a seguire una dieta”. Il comportamento: “Non mangio, se non ho fame”.

Perché mangiamo troppo?

Per iniziare a cambiare il nostro “programma interiore”, è necessario prima di tutto capire cosa succede quando mangiamo troppo, e perché lo facciamo. Solo perché abbiamo fame? E, cosa significa “avere fame”? Qui, non è tutto così semplice: la fame e l’appetito sono due cose diverse.

Sicuramente, tutti coloro che seguono una dieta, conoscono la quantità giornaliera di calorie necessaria a una persona. Allora, perché spesso mangiamo tre volte di più del necessario e non riusciamo a controllare l’appetito, arrivato all’improvviso? Naturalmente, ognuno ha dei propri motivi per mangiare troppo, ma vediamone alcuni “generali”.

Il senso di colpa. Ricordi, nell’infanzia, ci dicevano: “lasciare il cibo nel piatto è un peccato”? Perché ha un costo. E anche perché ci sono così tante persone nel mondo che muoiono di fame. Da adulti, continuiamo diligentemente a mangiare tutto quello che ci mettono nel piatto, spesso neanche ci rendiamo conto del perché lo facciamo: poco cortese nei confronti della padrona di casa? Dominati da avidità (pagato, e, quindi, bisogna mangiare)? Alla fine l’organismo riceve molte più calorie di quante ne ha bisogno.

Incontri d’affari. Nel mondo di oggi è diventato di moda parlare di affari “a pranzo” o “davanti a una tazzina di caffè”. Le trattative avvengono nei ristoranti o al bar, pranzando, cenando o prendendo un aperitivo. La gente pensa che per arrivare ad un accordo, sia necessario masticare. Non è chiaro, se tale approccio porta al successo nel mondo degli affari, ma per l’armonia del corpo è sicuramente sfavorevole. Perché, parlando di affari, consumiamo il cibo automaticamente, senza nemmeno pensare se abbiamo almeno un po’ di fame.

Sostituzione. Spesso l’eccesso del cibo diventa una compensazione di ciò che non abbiamo, ma di cui abbiamo bisogno. Infatti, mangiare cioccolata o pasticcini, è un modo semplice per provare il piacere, per attutire il dolore, per far fronte al cattivo umore. Tutti conoscono il concetto di “fame da stress”.

Il bisogno di affetto. Ricordi, nell’infanzia ci abbuffavano di pappe, dicendo: “Un cucchiaino per la mamma, un cucchiaino per il papà, mangia ancora un altro cucchiaino di pappa”. Tutto ciò accadeva ogni giorno con la maggior parte di noi. Ti sembra un particolare innocuo? Niente affatto. Il bambino, sentendo queste parole costantemente, comincia ad equiparare il cibo con l’affetto. Questa informazione viene memorizzata nel subconscio. E quando diventa adulto, se non riceve abbastanza affetto, comincia a mangiare troppo, cercando così, inconsciamente, di ottenere l’affetto.

Come sconfiggere le proprie debolezze?

Un altro particolare importante: come interpretare quella, così familiare a tutti, sensazione di vuoto nello stomaco? Sarai sorpreso, ma non è affatto il senso di fame! In realtà è l’energia potenziale che si trasforma in energia cinetica. E, quindi, l’organismo non comunica di avere fame, ma semplicemente riferisce: ha ancora energia.

Tuttavia, noi, obbedendo alle abitudini radicate, usiamo questa energia non per lavorare o per fare l’attività fisica, ma per… mangiare. È assurdo, l’organismo digerisce il cibo, di cui non ha bisogno, e lo deposita sotto forma di grasso. Noi, anziché sentire un impeto di energia, sentiamo sonnolenza e stanchezza. E bisogna semplicemente rendersi conto di cosa sta accadendo. Questo aiuterà a mangiare meno e muoversi di più.

Formulando in breve, si può perdere peso:

  1. Se non si chiudono gli occhi sul problema. Bisogna riconoscere di avere peso in eccesso.
  2. Se si avverte un forte desiderio di perdere i chili di troppo.
  3. Se si scoprono le cause che ostacolano il liberarsi dal peso in eccesso.
  4. Se si impara a percepire il vuoto nello stomaco dopo tre-quattro ore dall’assunzione del cibo, non come fame, ma come un segnale di trasformazione di energia potenziale in energia cinetica.
  5. Se si sostituiscono i cibi ad alto contenuto calorico con dei cibi a basso contenuto calorico.
  6. Se si cambiano le abitudini alimentari non per il periodo di un’ennesima dieta, ma per sempre.
  7. se si mangia meno e ci si muove di più.

Programmazione Mentale per Perdere peso

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Dimagrire con il pensiero
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Dimagrire con il pensiero
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Per iniziare a cambiare il nostro "programma interiore", è necessario prima di tutto capire cosa succede quando mangiamo troppo, e perché lo facciamo. Solo perché abbiamo fame?
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Eccellente Donna